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  • martedì 24 giugno 2003

    Il conflitto tra il coniuge legatario ex lege e l’avente causa dall’erede sull’immobile oggetto del legato ex lege non si risolve in base alle norme sulla trascrizione. - Cass. sez. III, 24 giugno 2003, n. 10014

    - Coniuge superstite -
    Per effetto dell’apertura della successione, il coniuge superstite acquista sulla casa familiare un diritto reale di abitazione (art. 1022 cod. civ.). L’erede, al quale perviene per testamento la proprietà dell’immobile già adibito a residenza familiare, acquista su tale immobile un diritto di proprietà gravato dal menzionato diritto reale limitato di abitazione. Erede e legatario, quindi, acquistano dal comune dante causa. Anche quando i diritti di cui si discute sono acquistati a causa di morte è previsto che debbano essere trascritti (art. 2648 cod. civ.). Tuttavia, a proposito della trascrizione di questi acquisti non è riproposta dalla legge una disciplina degli effetti qual è quella indicata dall’art. 2644 cod. civ. Né questa gli può essere applicata, perché, la situazione dell’erede e del coniuge superstite, che acquistano il primo per testamento la proprietà dell’immobile adibito a residenza familiare e il secondo il diritto di abitazione sullo stesso immobile non presenta i tratti del conflitto tra acquirenti dal medesimo autore di diritti tra loro incompatibili. Sicchè, la trascrizione che l’erede faccia del proprio acquisto, prima della trascrizione che del suo venga eseguita da parte del coniuge legatario, come non può far prevalere l’acquisto del primo vanificando quello del secondo, così non può produrre l’effetto per cui le trascrizioni ed iscrizioni prese contro l’erede sulla piena proprietà siano da considerare per sé poste al riparo dall’acquisto del diritto di abitazione operatosi a favore del legatario, acquisto che sarebbe perciò reso inopponibile agli aventi causa dall’erede.