Il criterio della durata del matrimonio non è l'unico criterio per la ripartizione della pensione tra ex coniuge e coniuge superstite. - Cass. sez. I, 12 novembre 2003, n. 17018

Il criterio della durata del matrimonio non è l'unico criterio per la ripartizione della pensione tra ex coniuge e coniuge superstite. - Cass. sez. I, 12 novembre 2003, n. 17018

mercoledì, 12 novembre 2003
Giurisprudenza | Successioni | Legittimità

- Ripartizione tra coniuge superstite ed ex coniuge -
In caso di concorso tra coniuge superstite ed ex coniuge la pensione di reversibilità va suddivisa tenendo conto anche della pregressa convivenza prematrimonale con il coniuge superstite. In caso di ripartizione della pensione di reversibilità tra il coniuge superstite e l'ex coniuge divorziato se, da un lato, non può non tenersi conto del dato cronologico costituito dalla durata dei rispettivi matrimoni, anche facendo a esso assumere valore preponderante, a esso vanno giustapposte, in sede di integrazione o correzione degli effetti derivanti dalla rigidità dei dati numerici, tanto valutazioni tratte dall'applicazione dei criteri di cui all'articolo 5 della legge sul divorzio, quanto considerazioni afferenti l'esistenza di convivenza prematrimoniale del secondo coniuge, le condizioni economiche delle parti interessate e lo stesso ammontare dell'assegno goduto all'atto del decesso.

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