La revisione dell'assegno di divorzio può sempre essere 

chiesta anche da coniuge che era rimasto contumace nel giudizio di divorzio. - Cass. sez. I, 25 agosto 

2005 n. 17320

La revisione dell'assegno di divorzio può sempre essere chiesta anche da coniuge che era rimasto contumace nel giudizio di divorzio. - Cass. sez. I, 25 agosto 2005 n. 17320

- Assegno di mantenimento -
Dopo la pronuncia del giudice del divorzio, nel caso di mancata attribuzione di un assegno, sia perché la domanda è stata respinta sia perché non è stata neppure proposta, la fissazione per la prima volta di un assegno potrà avvenire, non ai sensi dell'articolo 5 della legge 898/1970, ma ai sensi del successivo articolo 9, e pertanto solo se sopravvengono giustificati motivi, con l'avvertenza che tale sopravvenienza potrà riguardare soltanto l'indisponibilità di mezzi adeguati o comunque l'impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive ovvero le condizioni e il reddito dei coniugi. Tale principio deve essere applicato anche nel caso in cui il coniuge divorziato che chiede per la prima volta la determinazione dell'assegno sia rimasto contumace nel giudizio di divorzio. La contumacia, infatti, non determina una diversa portata della pronuncia di divorzio e, in particolare, non consente al giudice, adito ai sensi dell'articolo 9 citato, di riconoscere al coniuge che è rimasto contumace una posizione diversa da quella del coniuge che, essendosi costituito, non ha chiesto l'attribuzione di un assegno divorzile.

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