Il mobbing non può essere assimilabile ai maltrattamenti in 

famiglia ove le dimensioni dell'azienda superino quella della consueta collettività familiare. - Cass. 

penale, sez. VI, 6 febbraio 2009, n. 26594

Il mobbing non può essere assimilabile ai maltrattamenti in famiglia ove le dimensioni dell'azienda superino quella della consueta collettività familiare. - Cass. penale, sez. VI, 6 febbraio 2009, n. 26594

- Maltrattamenti (art. 572 c.p.) -
Non è possibile assimilare il fenomeno del mobbing ai maltrattamenti in famiglia di cui all'art. 572 c.p., al fine di riconoscere la responsabilità penale in capo al datore di lavoro a fronte di continui e sistematici comportamenti ostili, umilianti e lesivi della dignità personale del lavoratore, qualora tali situazioni si presentino all'interno di grandi strutture aziendali. L'analogia non può trovare applicazione in quanto l'articolata organizzazione aziendale non implica una stretta ed intensa relazione diretta tra datore e dipendente tale da determinare una comunanza di vita assimilabile a quella che caratterizza il consorzio familiare.

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