Non può ritenersi lecito l'uso della violenza, fisica o 

psichica, sia pure distortamente finalizzato a scopi ritenuti educativi. - Cass. penale, sez. VI, 3 

maggio 2005, n. 16491

Non può ritenersi lecito l'uso della violenza, fisica o psichica, sia pure distortamente finalizzato a scopi ritenuti educativi. - Cass. penale, sez. VI, 3 maggio 2005, n. 16491

- Abuso dei mezzi di correzione (art. 571 c.p.) -
E' culturalmente anacronistica e giuridicamente insostenibile un'interpretazione degli articoli 571 e 572 Cp fondata sulle concezioni ideologiche espresse nella relazione al codice penale proprie di una superata epoca storico-sociale, impregnata di valori autoritari anche nelle strutture e nelle funzioni della famiglia. Va, per contro, ribadito che nell'ordinamento italiano, incentrato sulla Costituzione della Repubblica e qualificato dalle norme in materia di diritto di famiglia (introdotte dalla legge 151/75) e dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei bambino (approvata a New York il 20 novembre 1989 e ratificata dall'Italia con legge 176/91), il termine correzione, utilizzato dall'articolo 571 Cp, va assunto come sinonimo di educazione, con riferimento al connotati intrinsecamente conformativi di ogni processo educativo. E poiché da tale processo va bandito ogni elemento contraddittorio rispetto allo scopo ed al risultato che il nostro ordinamento persegue, in coerenza con i valori di fondo assunti nella Costituzione della Repubblica, non può più ritenersi lecito l'uso della violenza, fisica o psichica, sia pure distortamente finalizzato a scopi ritenuti educativi.

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