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  • mercoledì 27 aprile 2005

    L’indennità di accompagnamento non è bene personale ed entra in comunione de residuo. - Cass. sez. I, 27 aprile 2005 n. 8758

    - Comunione de residuo -
    L’indennità di accompagnamento percepita da uno dei coniugi in regime di comunione legale non costituisce bene personale e, in conseguenza, gli acquisti operati con il suo impiego devono essere qualificati come beni comuni. L’indennità di accompagnamento è indirizzata non già al sostentamento dei soggetti minorati nella loro capacità di lavoro ma realizza una misura di integrazione a sostegno del nucleo familiare, incoraggiato a farsi carico di tale soggetto, al fine di evitare il ricovero in istituti di cura e di assistenza con conseguente riduzione della relativa spesa sociale. Deriva, da quanto precede, pertanto, che tale indennità non può rientrare, nemmeno in via di interpretazione estensiva o analogica nell’ipotesi dei beni personali dei coniugi in regime di comunione legale dei beni, di cui all’articolo 179, lettera e) del codice civile laddove si fa riferimento alla pensione attinente alla perdita parziale o totale della capacità lavorativa, e rientra, invece, nella previsione di cui all’articolo 177, lettera c) dello stesso codice.