La violazione dell'obbligo di fedeltà è causa di addebito se 

vi è nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale. - Cass. sez. I, 18 settembre 2003, n. 13747

La violazione dell'obbligo di fedeltà è causa di addebito se vi è nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale. - Cass. sez. I, 18 settembre 2003, n. 13747

giovedì, 18 settembre 2003
Giurisprudenza | Addebito della separazione | Legittimità

- Motivi -
In tema di separazione personale dei coniugi, la pronuncia di addebito non può fondarsi sulla sola violazione dei doveri che l'articolo 143 del Codice civile pone a carico dei coniugi, essendo invece necessario accertare se tale violazione abbia assunto efficacia causale nella determinazione della crisi coniugale; tuttavia la reiterata violazione dell'obbligo di fedeltà coniugale, particolarmente se attuata attraverso una stabile relazione extraconiugale, rappresenta una violazione particolarmente grave di tale obbligo, che, determinando normalmente l'intollerabilità della prosecuzione della convivenza, deve ritenersi causa della separazione personale dei coniugi e, quindi, circostanza sufficiente a giustificare l'addebito della separazione al coniuge che ne è responsabile, sempre che non si constati la mancanza di nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale mediante un accertamento rigoroso e una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi, da cui risulti la preesistenza di una crisi già irrimediabilmente in atto in un contesto caratterizzato da una convivenza meramente formale.

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