Causa di non punibilità per i congiunti (art. 384 c.p.) - Cass. penale, sezioni unite, 14 febbraio 2008, n. 7208

Causa di non punibilità per i congiunti (art. 384 c.p.) - Cass. penale, sezioni unite, 14 febbraio 2008, n. 7208

giovedì, 14 febbraio 2008
Giurisprudenza | Diritto penale della famiglia | Legittimità

Al testimone che avvertito della facoltà di astenersi decide ugualmente di testimoniare non può applicarsi la causa di non punibilità dello stato di necessità

Stante la natura obbligatoria della deposizione quale presupposto dell'operatività della esimente dell'art. 384 c.p., detta esimente è applicabile soltanto se la situazione di pericolo non sia stata "volontariamente causata" dall'autore del reato. La situazione descritta nel comma I dell'art. 384 costituisce una ipotesi speciale della causa di giustificazione dello stato di necessità (art. 54 c.p.), sicché si configura pienamente la punibilità del prossimo congiunto che, ritualmente avvertito della facoltà di astenersi, scelga di deporre: non può invero "chiamarsi necessità quella cui un individuo volontariamente si espone, mentre era in sua facoltà astenersi".

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