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  • giovedì 28 dicembre 2017

    Per il riconoscimento della dimora abituale del minore serve una prognosi sul suo stabile ed effettivo centro d'interessi. Cass. 15 dicembre 2017 n. 30219

    Il Tribunale di Bologna dichiarava la propria incompetenza territoriale quanto alla domanda di affidamento del minore e rientro presso l’abitazione di uno dei genitori.
    Il trasferimento era avvenuto solo 9 mesi prima, contro la volontà del ricorrente, ma per il Tribunale non assume alcun rilievo la mera residenza anagrafica o eventuali trasferimenti contingenti o temporanei, dal momento che per l’individuazione in concreto della dimora  non può farsi riferimento ad un dato meramente quantitativo, ma è necessaria una prognosi sulla probabilità che la “nuova” dimora diventi l’effettivo e stabile centro d’interessi del minore.
    Nel caso di specie risultava che il minore dimorava presso l’abitazione della nonna materna, dove aveva un effettivo e stabile radicamento, e che il suo trasferimento non era configurabile come un espediente unilaterale della madre per sottrarlo al giudice naturale.