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  • mercoledì 20 dicembre 2017

    L'obbligo al mantenimento continua se non è dimostrata l'inerzia del figlio maggiorenne a reperire un lavoro. Cass. ord. del 20 dicembre 2017 n° 30540.

    Le doglianze del riorrente non possono essere accolte poichè la Corte terrritoriale aveva già escluso l'esistenza della colpevole inerzia del figlio maggiorenne della coppia, di 24 anni, che aveva tentato di lavorare presso l'azienda del padre ma che ne era stata estromessso, dato l'inasprirsi dei rapporti fra i due a causa della difficile separazione dalla madre del giovane e dalla grande differenza di età fra padre e figlio, circa 70 anni. Ciò che si richiede alla suprema corte in questa circostanza è di rivalutare conclusioni e decisioni relative a fatti ed elementi rilevanti emersi nella fase di merito. Dalla quale poi è emersa la correttezza della motivazione volta a stabilire l'indimostrata inerzia del ragazzo ad intraprendere una vita lavorativa. Le difficoltà da lui rinvenute per mantenere un lavoro presso l'azienda del padre durante gli studi universitari infatti non sono state certo dovute alla sua inerzia ma al difficile rapporto con il pare, suo datore di lavoro, che gli ha impedito di fatto di raggiungere autonomia nella posizione lavorativa. Fintanto che non verrà dimostrata l'indipendenza economica del figlio maggiorenne, il padre dovrà pertanto continuare a mantenerlo.