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  • giovedì 26 ottobre 2017

    Risarcimento del danno non patrimoniale alla figlia che non ha mai avuto il sostegno del padre. Trib. di Roma, Prima sez civile, sent. del 19 maggio 2017

    Il Tribunale di Roma torna sulla questione della ammissibilità e della quantificazione del risarcimento del danno endofamiliare cagionato ai figli dall'assenza ingiustificata dei genitori nel corso della propria vita.
    Nel caso di specie il danno risarcito è quello non patrimoniale, non ritenendo la corte territoriale provato il danno patrimoniale. Il senso di giustizia sostanziale impone però, anche facendo seguito ad un importante pronuncia delle Sezioni Unite in materia, che si debba prevedere comunque una forma di risarcimento, precisamente ex art 2059 c.c.
    Secondo le SS.UU infatti, in base ad una interpretazione costituzionalmente orientata dell’articolo 2059 del Codice civile, può essere disposta la risarcibilità del pregiudizio di natura non patrimoniale, quando il fatto illecito abbia violato in modo grave diritti inviolabili di una persona, che abbiano tutela costituzionale.
    Nel caso di specie il Tribunale di Roma ha ritenuto provato che il padre ha violato i diritti fondamentali della figlia, "pur essendo a conoscenza del possibile legame di filiazione" ed ha ritenuto raggiunta la prova del danno «al corretto sviluppo psicofisico», violato «dalla mancata presenza del genitore nel percorso evolutivo». Il danno deriva «dal dolore del figlio, dal suo turbamento, derivante dalla mancanza della figura paterna nell’arco della vita», ed è stato quantificato in € 70mila col «parametro della liquidazione equitativa di cui agli articoli 1226e 2056 del Codice civile» e in particolare coi criteri di liquidazione connessi alla morte di un genitore, diminuiti perché rispetto a questo caso il rapporto umano non è perduto per sempre."