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  • sabato 21 ottobre 2017

    La sorella di un disabile grave ha precedenza per i trasferimenti ex L. 104 anche se ci sono genitori. Tribunale di Tempio Pausania 19 luglio 2017

    Un'insegnante di scuola primaria, unica sorella di soggetto con disabilità grave che, pur usufruendo dei permessi mensili di cui all'art. 33 co. 3 l. 104/92, non otteneva il diritto di precedenza sui trasferimenti nel luogo di residenza del fratello disabile, di cui all'art. 33 co. 5 L. 104/92, in quanto situazione non contemplata tra le ipotesi di precedenza di cui al CCNI mobilità del comparto scuola, dato che i genitori erano ancora vita e abili. La ricorrente dunque domandava l'accertamento della nullità di tale diniego per contrasto con norma imperative.
    Le sentenza in esame, rilevando, infatti, il contrasto sopra evidenziato tra la l. 104/92 e i CCNI sulla mobilità del comparto scuola, succedutisi dalla data di deposito del ricorso ad oggi, ritiene irragionevole la restrizione dell'ambito dei soggetti beneficiari del diritto di precedenza operata dai CCNI.
    L'autonomia contrattuale delle parti non può contrastare con norme imperative di legge, poste a tutela di valori costituzionalmente protetti: ne è conseguita la declaratoria di  nullità parziale dei contratti collettivi nazionali integrativi sulla mobilità del personale docente, educativo e A.T.A. per l'a.s. 2015/2016, per l'a.s. 2016/2017 e per l'a.s. 2017/2018 per contrasto con norma imperativa di legge, per la parte in cui limitano il diritto di precedenza ed il diritto ad essere escluso dalle graduatorie di istituto dei perdenti posto al personale che presta assistenza al germano, nell'unico e solo caso in cui i genitori siano mancanti o con inabilità permanente, senza prevedere analogo diritto in favore di chi presta assistenza al germano in analoga situazione di handicap con genitori vivi ed abili.