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  • venerdì 7 luglio 2017

    Il diritto a non avere un'esistenza e una morte al di sotto della soglia di dignità deve essere rispettata pure nella condizione di restrizione carceraria - Cass. Pen. 22 marzo 2017 n° 27766

    La sentenza in oggetto, concernente il ricorso proposto da Salvatore Riina avverso il provvedimento del Tribunale di Sorveglianza che gli negava gli arresti domiciliari a fronte delle sue gravissime condizioni di salute, ha dato luogo a una pronuncia accolta con polemiche, molte delle quali connesse allo spinoso dibattito sul diritto ad una libera morte dignitosa, diritto che spesso è stato negato e ancora oggi non è garantito. Si colga l'occasione per leggere integralmente il contenuto della sentenza e cogliere, proprio per l'identità del soggetto ricorrente, le notevoli affermazioni di principio ivi espresse, fra le quali la necessità che chiunque, anche in regime carcerario per gravissimi reati, ha diritto ha un'esistenza dignitosa ed a una fine altrettanto umana, nel rispetto della normativa nazionale e sovranazionale.