Per offrire il miglior servizio possibile il presente sito fa uso di cookies, anche di terze parti. Continuando la navigazione si autorizza l'uso dei cookies.
Leggi la Privacy e cookie policy OK
  • domenica 18 giugno 2017

    L'importanza della bigenitorialità nel controllo di legittimità degli accordi di negoziazione assistita. Tribunale di Torino, 29 maggio 2017

    Il PM, chiamato ad emettere l'autorizzazione prevista ai sensi dell'art. 6 comma 2 del D.L. 12 settembre 2014, n. 132, come convertito dalla legge legge 10 novembre 2014 n. 162, il quale recita: "In presenza di figli minori, di figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave ovvero economicamente non autosufficienti, l'accordo raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita deve essere trasmesso entro il termine di dieci giorni al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente, il quale, quando ritiene che l'accordo risponde all'interesse dei figli, lo autorizza", non la concedeva, in quanto nell'accordo non risultava che i coniugi erano stati informati dell’importanza che ciascun figlio trascorra tempo adeguato con entrambi i genitori, e li rimetteva dinnanzi al Presidente del Tribunale.
    Il Presidente, pur dando atto delle difficoltà interpretative dello scarno testo normativo, riconosce natura camerale alla fase presidenziale e autonomia di valutazione al Presidente rispetto al diniego del PM, anche tenuto conto dei chiarimenti che le parti possono fornire in questa fase.
    Nell'accordo in questione era mancata l'informazione preliminare da parte degli avvocati sull'importanza della bigenitorialità. Il PM nega l'autorizzazione quando ritiene che l’accordo non risponde all’interesse dei figli.
    Nella fattispecie il regime di visita al genitore non collocatario (week-end alternati e un solo pomeriggio infrasettimanale, senza pernottamento) è valutato come limitato.
    Che tale valutazione risulta confermata dalle dichiarazioni rese dalle parti all'udienza, avendo esse riferito di avere possibilità di attenersi a giorni ed orari di visita paterni più ampi di quelli risultanti dall’accordo.
    Pertanto il dissenso da parte del Pubblico Ministero è condiviso dal Presidente, in quanto l’omesso avviso alle parti ex art. 6, seppure non determini la sanzione della nullità della negoziazione, ha comportato la determinazione di un calendario di visita che contrasta con l’interesse dei minori a conservare una relazione continuativa con il padre nel rispetto del principio di bigenitorialità.