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  • giovedì 11 maggio 2017

    10 maggio 2017. La svolta della Cassazione: ciascun coniuge è responsabile della propria autosufficienza economica, salvo non sia oggettivamente in difficoltà

    Corte di Cassazione, sentenza 10 maggio 2017 n. 11504. 
    Il matrimonio va inteso come luogo degli affetti.
    Dal momento che questi possono venir meno, anche il rapporto matrimoniale deve considerarsi dissolubile. 
    Il comune sentire sociale, così come il quadro di riferimento giuridico sovranazionale, portano a ritenere superata la concezione patrimonialistica del matrimonio, inteso come sistemazione definitiva.
    Gli ex coniugi vanno considerati come persone singole, hanno il diritto, ma anche il dovere di rifarsi una vita e laddove dispongono di redditi, cespiti, capacità di lavoro e di un'abitazione, non possono vivere di rendita a carico dell'ex coniuge, profittando del suo più elevato tenore di vita.
    Solo ove vi siano i presupposti della solidarietà post-coniugale, vale a dire una situazione di oggettiva impossibilità per la persona di procurarsi mezzi adeguati, potrà farsi luogo ad un riconoscimento economico.