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  • venerdì 14 aprile 2017

    Divieto di nova in appello e rilievo delle nullità del testamento. Cass. 5 aprile 2017 n. 8841

    I ricorrenti avevano proposto domanda di annullamento del testamento per falsità della data. 
    In sede di appello le disposte perizie grafologiche avevano evidenziato come altamente probabile una nuova circostanza, vale a dire che la mano della testatrice fosse stata aiutata o guidata nella redazione delle ultime volontà da un terzo.
    Gli appellanti avevano quindi integrato la domanda con il rilievo della nullità per aprocrifia.
    Il giudice d'appello aveva ritenuto tale domanda nuova e come tale inammissibile ai sensi dell'art. 345 c.p.c.
    La Corte ritiene l'accertamento della nullità sempre rilevabile d'ufficio anche in grado di appello e ricompreso nell'esame della domanda di adempimento del legato, che presuppone sia verificata la validità dell'atto che lo contiene, nonostante la patologia possa derivare da cause diverse da quelle poste a sostegno della domanda.
    E' eccezione in senso lato, suscettibile di essere riproposta liberamente anche in grado di appello, e comunque di rilievo officioso, la deduzione della sussistenza di una causa di nullità.