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  • giovedì 7 luglio 2011 / lunedì 31 dicembre 2012

    Onerosità delle procedure di famiglia

    7 luglio 2011
    La manovra finanziaria 2011 (decreto legge 6 luglio 2011, n. 98) ha tassato, all’art. 37 comma 6, la separazione e il divorzio prevedendo un contributo unificato di 37 euro per la separazione consensuale e il divorzio a domanda congiunta e di 85 euro per la separazione e il divorzio giudiziali.
    Tutto ciò in contrasto con le indicazioni provenienti dall’art. 19 della legge 74/1987 che per il divorzio e la separazione (Corte cost. 154/1999) dispongono un regime di esenzione fiscale e che mettono in dubbio l’esenzione nei procedimenti di modifica, in quelli esecutivi e in tutti gli altri connessi alla stessa materia (procedimenti per i quali il decreto legge nulla dice espressamente ma che è facile immaginare saranno trattati alla stessa stregua e onerati del pagamento del contributo unificato).
    Analogamente è avvenuto per i ricorsi in materia di diritto di cittadinanza, residenza, soggiorno e ingresso nel territorio dello Stato.
    Lo stesso trattamento è stato introdotto per le cause di lavoro ma solo ove il reddito dell’interessato superi il doppio di quello previsto per il patrocinio a spese dello Stato.
    La estensione illimitata dell’obbligo di pagamento del contributo unificato alle cause di separazione e divorzio (senza nemmeno la valutazione del reddito dell’interessato come previsto per le cause di lavoro) è un balzello odioso anche perché il gettito che assicura è del tutto insignificante.
    Ci auguriamo che non sia la premessa per la reintroduzione anche di altre imposizioni nella materia che potrebbero portare ad una disapplicazione dei principi di esenzione fiscale anche agli atti e ai trasferimenti conseguenti agli accordi di separazione e di divorzio.
    Gli avvocati di famiglia chiedono alle forze politiche che in sede di conversione del decreto legge questa inutile imposizione venga rimossa (o quanto meno parametrata al reddito degli interessati) per non penalizzare l’esercizio dei diritti primari delle persone.
    Chiedono altresì che le rappresentanze dell’avvocatura vogliano porre anche questo punto all’ordine del giorno delle numerose battaglie che, soprattutto in questo periodo, ci devono vedere tutti uniti per una giustizia più efficiente e più vicina ai problemi delle persone.

    Avv. Gianfranco Dosi
    Presidente dell’Osservatorio nazionale sul diritto di famiglia